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Bollettini meteo-neve
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oppure presso il sito del
Comando Truppe Alpine

IN INVERNO

 

La montagna d'inverno indossa un altro abito, è come se venisse "formattata" (in gergo informatico), e cioè pulita e vestita di nuovo. E' affascinante e spettacolare.
Ho sempre frequentato la montagna d'estate, d'inverno mi sono avvicinato dapprima allo sci di discesa, poi a quello di fondo, e nessuno mi ha "preso" più di tanto. Ultimamente ho scoperto le ciaspe: eccezzionale, posso finalmente fare escursionismo anche d'inverno! ...e che paesaggi, ....e che foto!!!
Cercherò di elencare, come faccio d'estate, le escursioni da me selezionate e provate cosicchè se qualcuno desidera può prendere spunto per qualche giretto. Ma facciamo prima un discorsetto generale sulle ciaspe o sullo scialpinismo.

"ciaspisti" o scialpinisti? usiamo la testa!!

CE LA FAI? - La difficoltà o il tipo di escursione che si intende fare deve essere sempre commisurata, con un certo margine, alle proprie capacità tecniche e psico - fisiche nonchè all’esperienza posseduta.
INFORMATI! - Prima di intraprendere qualunque attività informati sulle condizioni meteorologiche, nivologiche in atto e previste: strumento fondamentale dell’informazione è il bollettino meteonivologico reperibile:

ATTREZZATI!! Chi pratica l'escursionismo invernale, sia esso effettuato con ciaspe o con sci, per la propria ed altrui sicurezza deve portare sempre al seguito ARVA, PALA e SONDA (per gli scialpinisti l'ARVA è obbligatorio)!
ATTENZIONE! Fattori ambientali incrementano il grado di pericolo valanghe: vento, temperature, le precipitazioni nevose, la pendenza del terreno (tra i 27° e i 45°) e  l’esposizione dei versanti.
NON VERGOGNARTI! se ami e rispetti la montagna e tutti quelli che la frequentano, ivi compresi i tuoi compagni di viaggio, abbi il coraggio di ritornare indietro quando la prosecuzione nell'escursione imponga dei rischi.

Comportamenti da tenere
Sul sito meteomont ho raccolto i seguenti consigli da tenere "fuori pista":

  1. Indossare l'A.R.VA, controllandone il funzionamento, prima di iniziare l'attività.
  2. Muoversi il più possibile lungo le creste e le dorsali, utilizzando i punti sicuri del terreno, come le rocce, i tratti pianeggianti, gli alberi.
  3. Evitare le zone sottovento e dominate da cornici.
  4. I pendii aperti ed uniformi, o quelli che presentano bruschi cambi di pendenza ed i canaloni sono da considerare zone sospette.
  5. Nel caso di condizioni di accentuata instabilità del manto nevoso, non avventurarsi su pendii con inclinazione superiore a 30 gradi.
  6. Gli attraversamenti di pendii aperti vanno il più possibile evitati, risalendoli o scendendoli lungo la linea di massima pendenza.
  7. Quando un attraversamento è necessario il pendio deve essere tagliato il più in alto possibile. Pur trovandosi ancora nella zona di trazione esiste l'eventualità di una minore esposizione agli effetti della valanga e quindi una maggiore probabilità di rimanere in superficie.
  8. La salita e la discesa di un canalone deve avvenire sempre verticalmente e lungo i margini. In caso di valanga infatti la neve tende ad accumularsi nella zona centrale e può riuscire più facile trovare una via di fuga laterale
  9. Evitare assolutamente l'attraversamento di zone sospette che confluiscono in crepacci, salti di roccia, pietraie affioranti o altre insidie
  10. Le vecchie traccie non sono indice di sicurezza in quanto, nel frattempo la situazione valanghiva può essere mutata
  11. Anche le tracce di animali non danno garanzia di sicurezza.

 

per suggerimenti, segnalazione sbagli e commenti scrivere a: info@suimonti.it | sito ideato, realizzato e gestito da Marco Cabbai