La montagna d'inverno indossa un altro abito, è come se venisse "formattata" (in gergo informatico), e cioè pulita e vestita di nuovo. E' affascinante e spettacolare.
Ho sempre frequentato la montagna d'estate, d'inverno mi sono avvicinato dapprima allo sci di discesa, poi a quello di fondo, e nessuno mi ha "preso" più di tanto. Ultimamente ho scoperto le ciaspe: eccezzionale, posso finalmente fare escursionismo anche d'inverno! ...e che paesaggi, ....e che foto!!!
Cercherò di elencare, come faccio d'estate, le escursioni da me selezionate e provate cosicchè se qualcuno desidera può prendere spunto per qualche giretto. Ma facciamo prima un discorsetto generale sulle ciaspe o sullo scialpinismo.
"ciaspisti" o scialpinisti? usiamo la testa!!
CE LA FAI? - La difficoltà o il tipo di escursione che si intende fare deve essere sempre commisurata, con un certo margine, alle proprie capacità tecniche e psico - fisiche nonchè all’esperienza posseduta.INFORMATI! - Prima di intraprendere qualunque attività informati sulle condizioni meteorologiche, nivologiche in atto e previste: strumento fondamentale dell’informazione è il bollettino meteonivologico reperibile:
- Friuli Venezia Giulia - http://www.regione.fvg.it/valanghe/valanghe.htm oppure al numero verde 800 860 377
- Veneto - http://www.arpa.veneto.it/csvdi/bollettino_neve/index.html
- Trentino - http://www.meteotrentino.it
- Alto Adige - http://www.provinz.bz.it/meteo/altoadige.htm oppure al nr. tel. 0471/270555 oppure 0471/271177
- oppure (qui vi troviamo dati per tutte le regioni) Meteomont sito del Comando Truppe Alpine a Bolzano.
ATTREZZATI!! Chi pratica l'escursionismo invernale, sia esso effettuato con ciaspe o con sci, per la propria ed altrui sicurezza deve portare sempre al seguito ARVA, PALA e SONDA (per gli scialpinisti l'ARVA è obbligatorio)!
ATTENZIONE! Fattori ambientali incrementano il grado di pericolo valanghe: vento, temperature, le precipitazioni nevose, la pendenza del terreno (tra i 27° e i 45°) e l’esposizione dei versanti.
NON VERGOGNARTI! se ami e rispetti la montagna e tutti quelli che la frequentano, ivi compresi i tuoi compagni di viaggio, abbi il coraggio di ritornare indietro quando la prosecuzione nell'escursione imponga dei rischi.
Sul sito meteomont ho raccolto i seguenti consigli da tenere "fuori pista":
- Indossare l'A.R.VA, controllandone il funzionamento, prima di iniziare l'attività.
- Muoversi il più possibile lungo le creste e le dorsali, utilizzando i punti sicuri del terreno, come le rocce, i tratti pianeggianti, gli alberi.
- Evitare le zone sottovento e dominate da cornici.
- I pendii aperti ed uniformi, o quelli che presentano bruschi cambi di pendenza ed i canaloni sono da considerare zone sospette.
- Nel caso di condizioni di accentuata instabilità del manto nevoso, non avventurarsi su pendii con inclinazione superiore a 30 gradi.
- Gli attraversamenti di pendii aperti vanno il più possibile evitati, risalendoli o scendendoli lungo la linea di massima pendenza.
- Quando un attraversamento è necessario il pendio deve essere tagliato il più in alto possibile. Pur trovandosi ancora nella zona di trazione esiste l'eventualità di una minore esposizione agli effetti della valanga e quindi una maggiore probabilità di rimanere in superficie.
- La salita e la discesa di un canalone deve avvenire sempre verticalmente e lungo i margini. In caso di valanga infatti la neve tende ad accumularsi nella zona centrale e può riuscire più facile trovare una via di fuga laterale
- Evitare assolutamente l'attraversamento di zone sospette che confluiscono in crepacci, salti di roccia, pietraie affioranti o altre insidie
- Le vecchie traccie non sono indice di sicurezza in quanto, nel frattempo la situazione valanghiva può essere mutata
- Anche le tracce di animali non danno garanzia di sicurezza.

1° Corso sulla sicurezza in ambienti innevati.